Allarme carenza personale in Ausl Romagna. Intervento del Nursing Up.

COMUNICATO STAMPA SINDACATO NURSING UP
Risposta al Direttore Sanitario Ausl Romagna Dr. Altini.

Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire!
Qui non si tratta di creare allarmismo si tratta di voler o no affrontare la cruda realtà dei fatti!

Non possiamo non replicare alle dichiarazioni fatte dal Dr. Altini a seguito della nostra segnalazione dello stato psico-fisico in cui si trovano gli operatori sanitari della Ausl Romagna.

Intanto dice una inesattezza quando afferma di una "missiva non pervenuta" la stessa nota inviata ai media è stata precedentemente inviata all'ufficio relazioni sindacali preposto alle relazioni con le organizzazioni sindacali di categoria.

Detto questo il direttore snocciola una serie di numeri che, si certo , corrispondono al vero ma numeri e tabelle possono, spesso, non rispecchiare lo stato dell'arte del tema trattato.

Non volendo essere prolissi le assunzioni del 2020 (prima ondata covid) hanno avuto la loro efficacia, certo, intanto perché c'è stato un lockdown dove, aimè, si è dovuto contrarre al massimo tutte le attività sanitarie non direttamente correlate alla pandemia! Questo ha permesso di reclutare personale anche da altri reparti.
Aggiungo che in quel momento ci fu una buona politica di reclutamento del personale facendo ricorso all'assunzione di nuove risorse umane, circoscritte nel periodo della prima ondata Covid, in funzione però della proiezione dei pensionamenti che si sarebbero avuto in tutto il 2020!

IL fatto da considerare, che cambia notevolmente il quadro descritto dal direttore sanitario, è che nel 2020 non esisteva la campagna vaccinale così massiva come ora ne tanto meno tutta la logistica dei drive through e dei contact tracing che hanno dirottato verso il territorio centinaia di operatori depauperando i reparti ospedalieri che oggi sono quelli che si trovano più in difficoltà nella gestione della nuova ondata.

I numeri forniti 542 infermieri attualmente assenti (per positività e sospensioni) parlano chiaro, non a caso sarebbe interessante verificare quante ore di eccedenza oraria hanno prodotto i professionisti sanitari, quanti giorni di ferie effettuate nell'anno (spesso solo i 15 giorni in estate) e quanti giorno di ferie residui hanno accumulato in questi due anni di pandemia senza però fare la "media di Trilussa" con la solita sfornata di percentuali e numeri meramente ragionieristici.

Sarebbe interessante sapere quanto operatori hanno avuto la necessità di un supporto psicologico legato a fattori da "lavoro stress-correlato" che il testo unico di legge sulla sicurezza prevede!

Il direttore richiede la "massima abnegazione" che sa tanto del classico "armiamoci e partite"?
Forse non si è reso conto che sono due anni che gli operatori sudano sangue , e qualcuno c'è anche morto pur di offrire prestazioni e servizi decorosi ai nostri concittadini.  

Quindi stante alle sue dichiarazioni  il direttore sanitario potrà tranquillamente affermare che i riposi degli operatori e la programmazione delle ferie invernali (per il riposo psico-fisico) saranno garantite? Ce lo dica apertamente.
La nostra diatriba epistolare sui media finisce qui...adesso passeremo ai fatti! 
Responsabile Nursing Up Romagna
Gridelli Gianluca
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