Tampon tax, 48 anni di tasse

In Italia è stata introdotta per la prima volta l'iva sugli assorbenti femminili nel 1973.
All'inizio si trattava di una tassazione del 12% che poi nel corso del tempo, come è avvenuto per altri beni, è cresciuta fino ad arrivare al 22%.
Finora i prodotti per l’igiene femminile sono stati considerati dei beni ordinari al pari di vino, sigarette e vestiti.
La strada è ancora lunga per arrivare a considerarli beni di prima necessità per i quali l'imposta è al 4% gli assorbenti hanno prezzi tra i più alti in Europa: nel Regno Unito l’Iva è al 5%, in Francia al 5,5, in Germania nel 2019 grazie a una petizione è scesa dal 19 al 7 percento.
La tampon tax italiana invece è sui livelli di Ungheria (27%), Danimarca, Svezia e Norvegia (25%).
Due anni fa, poco prima dell’inizio della pandemia, il governo giallorosso provò a porre rimedio: alla fine però il taglio dell’Iva al 5% riguardò solamente gli assorbenti compostabili e biodegradabili, quasi introvabili sul mercato.
Un Paese,
si definisce civile da poche cose, da quanto investe in scuola, sanita', ricerca rinnovabili e da come tratta donne e bambini.